NEWTON | GOETHE | GALILEO. Riflessioni di Mischa Kuball
© Archiv Mischa Kuball, Düsseldorf 2026
Dal 29 Aprile 2026 al 4 Ottobre 2026
Luogo: Museo Casa di Goethe
Indirizzo: Via del Corso 18
Orari: Mar-Dom 10:00-18:00 (ultimo ingresso 17:30) Ogni domenica alle ore 11:00 e 16.00 visita guidata in italiano inclusa nel biglietto
Sito ufficiale: http://casadigoethe.it
Il Museo Casa di Goethe a Roma presenta, dal 30 aprile al 4 ottobre 2026, una mostra personale dell’artista concettuale Mischa Kuball. Attraverso due cicli di opere, l’artista affronta due episodi significativi della storia della scienza: un’opera realizzata appositamente per la Casa di Goethe mette visivamente a confronto, in un dialogo aperto e contemporaneo, le concezioni opposte di Johann Wolfgang von Goethe e Isaac Newton sulla teoria dei colori e la rifrazione della luce. L’installazione five suns – after Galileo, invece, tematizza le osservazioni di Galileo Galilei sulle macchie solari, che all’inizio del XVII secolo portarono al conflitto con la Chiesa cattolica.
Mischa Kuball (*1959) lavora da oltre trent’anni principalmente con il mezzo della luce e tratta temi sociali e politici nella sua produzione artistica; le sue opere si riferiscono spesso anche a questioni scientifiche, come le neuroscienze o la teoria dell’arte di Aby Warburg. Gli spazi pubblici e privati diventano così piattaforme di scambio tra pubblico, artista e opera. La presentazione a Roma è curata da Gregor H. Lersch, direttore della Casa di Goethe.
L’installazione Newton/Goethe (luce nera), realizzata appositamente per la mostra, ne costituisce lo spunto iniziale. Qui il dibattito storico sulla rifrazione della luce e sulla teoria dei colori diventa un’esperienza che si estende negli spazi museali. Il profondo interesse di Goethe per la luce e il colore trovò espressione nel trattato “Zur Farbenlehre” (Teoria dei colori), pubblicato nel 1810. In esso egli contraddiceva espressamente il modello fisico di Newton, secondo cui il colore deriva dalla scomposizione della luce bianca nei colori dello spettro visibile. Mentre Newton intendeva il colore come una proprietà oggettiva della luce, Goethe poneva al centro la percezione umana: per lui i colori nascono nel passaggio dalla luce all’oscurità e sono indissolubilmente legati al soggetto che vede. Il suo approccio era olistico e concepiva il colore come fenomeno esperienziale. Sebbene la sua teoria sia rimasta controversa dal punto di vista scientifico, ha avuto un effetto duraturo sull’arte, sulla teoria della percezione e sull’estetica e ha influenzato il pensiero di numerosi artisti fino ad oggi.
Mischa Kuball riprende il discorso storico in una complessa installazione, in cui le concezioni di Goethe e Newton sulla rifrazione della luce si intrecciano in una proiezione su un corpo rotante. Attraverso il movimento, la sovrapposizione e il cambiamento continuo, si creano costellazioni cromatiche instabili che sfuggono a una comprensione univoca. Il colore non appare qui come un risultato definito, ma come un processo che dipende dalla fonte di luce, dallo spazio, dal tempo e dalla prospettiva. Lo spettatore diventa parte di un evento percettivo che oscilla tra l’analisi scientifica e l’esperienza soggettiva, affrontando così questioni centrali relative alla conoscenza e alla visibilità.
Nell’installazione five suns – after Galileo, nella seconda parte della mostra, la luce viene proiettata su cinque vetri rotanti di diversi colori. Galileo osservò le macchie solari in movimento e in mutamento e le fissò in una serie di immagini. Senza sapere esattamente cosa significassero queste macchie solari, Galileo vi vide una conferma della visione copernicana del mondo in contrapposizione ai dogmi della Chiesa dell’epoca: la Terra non è un disco, ma una sfera; non è il centro dell’universo, ma uno dei tanti pianeti che orbitano attorno al Sole.
In linea con l’intuizione galileiana, Kuball presenta con questa installazione la propria concezione della conoscenza e del pensiero visivo. Galileo instaurò una nuova forma di visione: non quella autorizzata, bensì una “visione strumentalmente ampliata, individuale e verificabile”. Diventa evidente che la visibilità non è neutra, ma è sempre inserita in rapporti di potere. Il conflitto di Galileo con la Chiesa cattolica crea inoltre un collegamento tematico con la città papale, Roma.
five suns – after Galileo è presentato in prestito dalla Monika Schnetkamp Collection di Düsseldorf. Monika Schnetkamp, imprenditrice, fondatrice e promotrice dell’istituzione d’arte KAI 10 | ARTHENA FOUNDATION, ha ricevuto nel 2023 il riconoscimento Maecenas dall’Arbeitskreis selbständiger Kulturinstitute e. V. (ASKI), l’associazione di cui la Casa di Goethe fa parte.
Una collaborazione tra la Casa di Goethe, Roma, e la KAI 10 I ARTHENA FOUNDATION, Düsseldorf.
Inaugurazione: 29 aprile 2026, ore 19:00
Mischa Kuball (*1959) lavora da oltre trent’anni principalmente con il mezzo della luce e tratta temi sociali e politici nella sua produzione artistica; le sue opere si riferiscono spesso anche a questioni scientifiche, come le neuroscienze o la teoria dell’arte di Aby Warburg. Gli spazi pubblici e privati diventano così piattaforme di scambio tra pubblico, artista e opera. La presentazione a Roma è curata da Gregor H. Lersch, direttore della Casa di Goethe.
L’installazione Newton/Goethe (luce nera), realizzata appositamente per la mostra, ne costituisce lo spunto iniziale. Qui il dibattito storico sulla rifrazione della luce e sulla teoria dei colori diventa un’esperienza che si estende negli spazi museali. Il profondo interesse di Goethe per la luce e il colore trovò espressione nel trattato “Zur Farbenlehre” (Teoria dei colori), pubblicato nel 1810. In esso egli contraddiceva espressamente il modello fisico di Newton, secondo cui il colore deriva dalla scomposizione della luce bianca nei colori dello spettro visibile. Mentre Newton intendeva il colore come una proprietà oggettiva della luce, Goethe poneva al centro la percezione umana: per lui i colori nascono nel passaggio dalla luce all’oscurità e sono indissolubilmente legati al soggetto che vede. Il suo approccio era olistico e concepiva il colore come fenomeno esperienziale. Sebbene la sua teoria sia rimasta controversa dal punto di vista scientifico, ha avuto un effetto duraturo sull’arte, sulla teoria della percezione e sull’estetica e ha influenzato il pensiero di numerosi artisti fino ad oggi.
Mischa Kuball riprende il discorso storico in una complessa installazione, in cui le concezioni di Goethe e Newton sulla rifrazione della luce si intrecciano in una proiezione su un corpo rotante. Attraverso il movimento, la sovrapposizione e il cambiamento continuo, si creano costellazioni cromatiche instabili che sfuggono a una comprensione univoca. Il colore non appare qui come un risultato definito, ma come un processo che dipende dalla fonte di luce, dallo spazio, dal tempo e dalla prospettiva. Lo spettatore diventa parte di un evento percettivo che oscilla tra l’analisi scientifica e l’esperienza soggettiva, affrontando così questioni centrali relative alla conoscenza e alla visibilità.
Nell’installazione five suns – after Galileo, nella seconda parte della mostra, la luce viene proiettata su cinque vetri rotanti di diversi colori. Galileo osservò le macchie solari in movimento e in mutamento e le fissò in una serie di immagini. Senza sapere esattamente cosa significassero queste macchie solari, Galileo vi vide una conferma della visione copernicana del mondo in contrapposizione ai dogmi della Chiesa dell’epoca: la Terra non è un disco, ma una sfera; non è il centro dell’universo, ma uno dei tanti pianeti che orbitano attorno al Sole.
In linea con l’intuizione galileiana, Kuball presenta con questa installazione la propria concezione della conoscenza e del pensiero visivo. Galileo instaurò una nuova forma di visione: non quella autorizzata, bensì una “visione strumentalmente ampliata, individuale e verificabile”. Diventa evidente che la visibilità non è neutra, ma è sempre inserita in rapporti di potere. Il conflitto di Galileo con la Chiesa cattolica crea inoltre un collegamento tematico con la città papale, Roma.
five suns – after Galileo è presentato in prestito dalla Monika Schnetkamp Collection di Düsseldorf. Monika Schnetkamp, imprenditrice, fondatrice e promotrice dell’istituzione d’arte KAI 10 | ARTHENA FOUNDATION, ha ricevuto nel 2023 il riconoscimento Maecenas dall’Arbeitskreis selbständiger Kulturinstitute e. V. (ASKI), l’associazione di cui la Casa di Goethe fa parte.
Una collaborazione tra la Casa di Goethe, Roma, e la KAI 10 I ARTHENA FOUNDATION, Düsseldorf.
Inaugurazione: 29 aprile 2026, ore 19:00
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