Fermo | Chiesa di San Filippo | 20 aprile - 2 settembre 2018
La mostra Il Quattrocento a Fermo. Tradizione e avanguardie da Nicola di Ulisse a Carlo Crivelli, raccontando un periodo di storia artistica della città di Fermo perduto nel tempo, intende evocare una i fasti di una stagione dimenticata.
La Rocca del Girfalco si ergeva sull'acropoli della città di Fermo, capitale di un nuovo stato nato dopo la conquista delle terre della Marca ad opera di Francesco Sforza nel 1433, che nella fortezza insediò la sua corte.
Nel 1442 il nuovo sovrano chiese ai priori di Norcia di inviargli una Compagnia di pittori per decorare le stanze del Girfalco con una serie di dipinti murali, i loro nomi erano Bartolomeo di Tommaso da Foligno, Andrea Delitio da Lecce de' Marsi (Abruzzo), Giambono Di Corrado da Ragusa, Luca de Alemania e, su tutti, Nicola di Ulisse da Siena.
Il ricco castello, simbolo dell'oppressore romagnolo, fu però completamente distrutto dagli stessi fermani dopo la capitolazione ‘marchigiana’ degli Sforza, diretti alla volta di Pesaro e Milano, per eliminare per sempre ogni traccia della loro tirannia.
Con la mostra Il Quattrocento a Fermo. Tradizione e avanguardie da Nicola di Ulisse a Carlo Crivelli i pittori della Fortezza ritornano quindi a Fermo, con altri capolavori risparmiati invece dal tempo, insieme alle opere di artisti locali come Marino Angeli, Pierpalma da Fermo, Paolo da Visso, capostipiti dello stile 'appenninico' dei pittori del Girfalco, per evocare per assonanza il fascino e le glorie del Quattrocento.
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I pittori della Fortezza del Girfalco
Vittore Crivelli (Venezia, 1435 circa - Fermo, 1501/1502), Crocifissione, 1490 circa, Tempera su tela, Fermo, Pinacoteca civica da Rocca Montevarmine, Chiesa di San Pietro
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