A Londra dal 2 maggio al 23 agosto
Nella primavera di Londra brilla Zurbarán
Francisco de Zurbarán, Cristo e la Vergine nella casa di Nazareth,
1640 circa, Olio su tela, 218.2 x 165 cm, The Cleveland Museum of Art, Cleveland, Ohio © The Cleveland Museum of Art, Cleveland, Ohio
1640 circa, Olio su tela, 218.2 x 165 cm, The Cleveland Museum of Art, Cleveland, Ohio © The Cleveland Museum of Art, Cleveland, Ohio
Samantha De Martin
24/02/2026
Mondo - Santi a grandezza naturale, imponenti pale d'altare, nature morte caratterizzate da una straordinaria carica emotiva. Oltre 50 dipinti di Francisco de Zurbarán portano alla National Gallery uno dei principali pittori della Spagna del XVII secolo insieme a Diego Velázquez e Bartolomé Esteban Murillo.
L’intero arco cronologico e iconografico della carriera dell'artista si racconterá dal 2 maggio al 23 agosto attraverso opere eccezionali provenienti da collezioni pubbliche e private, come dal Musée du Louvre e dall'Art Institute di Chicago, due istituzioni partner presso le quali la mostra sarà ospitata tra ottobre 2026 e giugno 2027.
Acuto osservatore della realtà, Zurbarán trascorse gran parte della sua vita a Siviglia, all'epoca una delle città più ricche d'Europa, fulcro del commercio globale, dipingendo principalmente per gli ordini religiosi della città, mentre per un periodo fu a Madrid, dove lavorò per il re di Spagna.
Attraverso sette tappe la mostra guiderá il visitatore attraverso la vita dell'artista esplorando la sua capacità unica di suscitare stupore come pittore attraverso capolavori come L'apparizione di San Pietro a San Pietro Nolasco e Il Cristo crocifisso con un pittore, entrambi provenienti dal Prado.
La visione di Alonso Rodríguez, dal Museo de la Real Academia de Bellas Artes de San Fernando, introduce ai dipinti realizzati per i numerosi ordini religiosi della città di Siviglia. L'evocazione di tessuti, drappeggi e materiali come lana, ricami, cuoio o cordoncini sottili, evidente in opere come Santa Casilda dal Museo Nacional Thyssen-Bornemisza o in Santa Apollonia dal Museo del Louvre, potrebbe denotare l'interesse, sin da giovane, da parte dell'artista per i tessuti conosciuti attraverso il padre, un merciaio.
L’iconografia, in particolare quella dell' Immacolata Concezione, metterà in luce la continua ricerca di nuovi modi per evocare sentimenti intensi attraverso la pittura. La quinta sala, "Oltre Siviglia", esamina invece i dipinti che Zurbarán realizzò per committenti esterni alla città a lui più cara.
Nel 1634 l'artista ricevette l'invito a recarsi a Madrid per decorare il Buen Retiro, incaricato di contribuire alla decorazione della Sala dei Regni, un'enorme sala nel cuore del complesso del palazzo, lunga circa 35 metri e larga 10. A questa sala Zurbarán contribuì con 12 dipinti, tra cui una serie incentrata sulle fatiche di Ercole, due dei quali saranno esposti in mostra ("Ercole e Cerbero" ed "Ercole e il Toro di Creta", entrambi dal Museo Nacional del Prado).
Francisco de Zurbarán, L'apparizione di San Pietro a San Pietro Nolasco, 1629, Olio su tela, 223 x 179 cm Museo Nacional del Prado, Madrid © Photographic Archive Museo Nacional del Prado
Si ritiene che Francisco de Zurbarán abbia realizzato una decina di nature morte nel corso della sua vita. Ci saranno anche queste in mostra, che lasceranno il posto ai dipinti realizzati per la devozione privata e la contemplazione dal forte impatto emotivo.
Basandosi su studi esistenti, la mostra metterà infine in luce nuove scoperte, oltre a riunire una selezione di nature morte di Zurbarán e di suo figlio Juan, la cui piccola ma superlativa opera continua a venire alla luce.
"È emozionante presentare la prima grande mostra monografica del Regno Unito su Zurbarán, attesa da tempo - spiega Francesca Whitlum-Cooper, curatrice della sezione dedicata alla pittura italiana, spagnola e francese del secondo dopoguerra -. Che siano alti tre metri o abbastanza piccoli da poter essere tenuti in mano, i suoi dipinti sono straordinariamente potenti".
L’intero arco cronologico e iconografico della carriera dell'artista si racconterá dal 2 maggio al 23 agosto attraverso opere eccezionali provenienti da collezioni pubbliche e private, come dal Musée du Louvre e dall'Art Institute di Chicago, due istituzioni partner presso le quali la mostra sarà ospitata tra ottobre 2026 e giugno 2027.
Acuto osservatore della realtà, Zurbarán trascorse gran parte della sua vita a Siviglia, all'epoca una delle città più ricche d'Europa, fulcro del commercio globale, dipingendo principalmente per gli ordini religiosi della città, mentre per un periodo fu a Madrid, dove lavorò per il re di Spagna.
Attraverso sette tappe la mostra guiderá il visitatore attraverso la vita dell'artista esplorando la sua capacità unica di suscitare stupore come pittore attraverso capolavori come L'apparizione di San Pietro a San Pietro Nolasco e Il Cristo crocifisso con un pittore, entrambi provenienti dal Prado.
La visione di Alonso Rodríguez, dal Museo de la Real Academia de Bellas Artes de San Fernando, introduce ai dipinti realizzati per i numerosi ordini religiosi della città di Siviglia. L'evocazione di tessuti, drappeggi e materiali come lana, ricami, cuoio o cordoncini sottili, evidente in opere come Santa Casilda dal Museo Nacional Thyssen-Bornemisza o in Santa Apollonia dal Museo del Louvre, potrebbe denotare l'interesse, sin da giovane, da parte dell'artista per i tessuti conosciuti attraverso il padre, un merciaio.
L’iconografia, in particolare quella dell' Immacolata Concezione, metterà in luce la continua ricerca di nuovi modi per evocare sentimenti intensi attraverso la pittura. La quinta sala, "Oltre Siviglia", esamina invece i dipinti che Zurbarán realizzò per committenti esterni alla città a lui più cara.
Nel 1634 l'artista ricevette l'invito a recarsi a Madrid per decorare il Buen Retiro, incaricato di contribuire alla decorazione della Sala dei Regni, un'enorme sala nel cuore del complesso del palazzo, lunga circa 35 metri e larga 10. A questa sala Zurbarán contribuì con 12 dipinti, tra cui una serie incentrata sulle fatiche di Ercole, due dei quali saranno esposti in mostra ("Ercole e Cerbero" ed "Ercole e il Toro di Creta", entrambi dal Museo Nacional del Prado).
Francisco de Zurbarán, L'apparizione di San Pietro a San Pietro Nolasco, 1629, Olio su tela, 223 x 179 cm Museo Nacional del Prado, Madrid © Photographic Archive Museo Nacional del Prado
Si ritiene che Francisco de Zurbarán abbia realizzato una decina di nature morte nel corso della sua vita. Ci saranno anche queste in mostra, che lasceranno il posto ai dipinti realizzati per la devozione privata e la contemplazione dal forte impatto emotivo.
Basandosi su studi esistenti, la mostra metterà infine in luce nuove scoperte, oltre a riunire una selezione di nature morte di Zurbarán e di suo figlio Juan, la cui piccola ma superlativa opera continua a venire alla luce.
"È emozionante presentare la prima grande mostra monografica del Regno Unito su Zurbarán, attesa da tempo - spiega Francesca Whitlum-Cooper, curatrice della sezione dedicata alla pittura italiana, spagnola e francese del secondo dopoguerra -. Che siano alti tre metri o abbastanza piccoli da poter essere tenuti in mano, i suoi dipinti sono straordinariamente potenti".
LA MAPPA
NOTIZIE
VEDI ANCHE
-
Mondo | Zurigo, Bruxelles, Parigi, Brescia e Parma si rifugiano nel mondo dei sogni
In fuga verso il Simbolismo
-
Mondo | A Parigi fino al 24 agosto
Chiaroscuro contemporaneo. Alla Bourse de Commerce la tecnica si fa atmosfera
-
Mondo | Dal 15 aprile fino al 20 luglio 2026 al Louvre
Michelangelo e Rodin, corpo a corpo
-
Roma | Dal 6 marzo a Palazzo Cipolla
I tesori del Kunsthistorisches Museum incantano Roma
-
Roma | A Castel Sant’Angelo fino al 30 giugno
Cipro e l’Italia. Sulle rotte del Mediterraneo antico
-
Mondo | Il Bel Paese nel 2026 del museo viennese
L’anno italiano del Kunsthistorisches Museum