TAWNA & Oscar - Biennale Arte Venezia 2026

Manuela Moscoso (seconda da sinistra) con Oscar Santillan (estrema destra) e Tawna (Lucía Ferré, Tatiana López, Enoc Merino, Boloh Miranda, Mukutsawa Montahuano, Sani Montahuano, Ipiak Ushigua). Per gentile concessione del MAAC. Foto: Joffre Cruz. Direzione artistica: Juan Felipe Paredes. Redattore fotografico: Willian Alava.

 

Dal 9 Maggio 2026 al 22 Novembre 2026

Luogo: Padiglione Ecuador

Indirizzo: Castello 1636/A

Enti promotori:

  • Museum of Anthropology and Contemporary Art (MAAC)

Sito ufficiale: http://www.pavilionofecuador.art


Per la prima volta alla Biennale Arte di Venezia, l'Ecuador si presenta con un padiglione che non cerca di restituire un'identità nazionale unitaria. Tawna & Óscar accosta due pratiche radicate nei territori amazzonici e andini, portatrici di forme di sapere, relazione e immaginazione a lungo escluse dai parametri con cui la modernità occidentale ha preteso di definire il mondo. La mostra rivolge attenzione a ciò che i sistemi dominanti hanno ignorato, reso invisibile o si sono rifiutati di riconoscere come pienamente reale. Il progetto si sviluppa attorno a una preoccupazione condivisa: quei mondi che persistono al di là dell'autorità della classificazione, dell'estrazione e della separazione. Nel lavoro di Tawna, memoria, sogno, sessualità e vita comunitaria emergono come forze attraverso cui il legame con il territorio si mantiene e si rinnova. In quello di Óscar Santillán, la speculazione diventa strumento per avvicinarsi a realtà che eccedono le distinzioni ereditate tra naturale e artificiale, ancestrale e tecnologico, visibile e ignoto. Insieme, le due pratiche aprono uno spazio in cui l'immaginazione non è fuga, ma modo di dare forma a una vita altrimenti possibile.

Tawna è un collettivo anticoloniale formato da artisti Sápara, Kichwa e mestizx che operano dalla foresta amazzonica come territorio di memoria, resistenza e visione. Fondato nel 2017, il collettivo lavora con video, fotografia e archivio vivente per reinventare narrazioni attraverso la dimensione onirica, il rituale e il corporeo. Il nome richiama la tawna, strumento ancestrale che spinge la canoa: un simbolo che connette territori, affetti e futuri in una prospettiva pan-amazzonica. Accanto alla produzione multidisciplinare, Tawna sviluppa processi pedagogici con le comunità amazzoniche, orientati alla costruzione di narrazioni proprie - intime, collettive, sperimentali, radicate nei territori. I membri del collettivo sono Sani Montahuano, Enoc Merino, Boloh Miranda, Mukutsawa Montahuano, Lucía Ferré, Ipiak Ushigua e Tatiana Lopez. Óscar Santillán è un artista ecuadoriano la cui pratica riunisce scienza, pensiero speculativo e sapere ancestrale per esplorare come vita, materia e intelligenza vengano immaginate attraverso mondi umani e non umani. Con il progetto Antimundo, il suo lavoro coinvolge un'ecologia eterogenea di produttori di conoscenza - dagli scienziati a esseri che superano la sfera umana. Attraverso processi di ricerca che attraversano le discipline, Santillán destabilizza i sistemi dominanti del sapere e apre spazi per modi alternativi di conoscere, nei quali la relazionalità e i limiti della tassonomia occidentale vengono messi in discussione.

Manuela Moscoso è curatrice, ricercatrice e scrittrice ecuadoriana con base a New York. È la prima Direttrice Esecutiva e Artistica di CARA, Center for Art, Research and Alliances, e curatrice della 2ª Bienal das Amazônias (2025).

Il MAAC – Museo Antropológico y de Arte Contemporáneo di Guayaquil è l'istituzione commissaria del padiglione. Realtà pubblica di riferimento in Ecuador, il museo integra collezioni archeologiche e pratiche contemporanee promuovendo un dialogo critico tra quadri temporali e culturali diversi. Il padiglione è un'iniziativa del Viceministero della Cultura dell'Ecuador, guidato dalla Vice Ministra Romina Muñoz Procel e dalla direttrice esecutiva e artistica del MAAC, Stephanie García Albán.

Il design grafico e architettonico è affidato a Studio Manuel Raeder, designer berlinese attivo nell'architettura espositiva, nel design editoriale e nell'identità visiva. La produzione e le relazioni internazionali sono curate da TAtchers' Art Management, organizzazione internazionale di produzione e ricerca artistica, sotto la direzione di Anna Shvets.

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