Adorazione dell'Agnello Mistico, Jan Van Eyck

Jan van Eyck, Adorazione dell'Agnello Mistico, 1426-1432

 

INDIRIZZO: Gand, Cattedrale di San Bavone, Sint-Baafsplein

DESCRIZIONE: Capolavoro assoluto del maestro Jan van Eyck e di suo fratello Hubert, l’Adorazione dell’Agnello Mistico è il più grande polittico del Rinascimento fiammingo (375 x 258 cm).

Dipinto a olio su 12 pannelli di legno di quercia, mette in scena il tema della Redenzione su due registri. Quello inferiore è incentrato sull’Agnello simbolo di Cristo, adorato nel giardino del Paradiso da Angeli, Santi, Buoni Giudici, Cavalieri di Cristo, Eremiti, Pellegrini.

Il registro superiore si dispone attorno a una figura maschile in trono, che alcuni hanno identificato con Dio Padre, altri con Cristo Re. Accanto a lui, la Vergine Maria e Giovanni Battista attorniati da gruppi di angeli cantori e musicanti, per giungere nei pannelli più esterni ad Adamo ed Eva, nudi e distanti tra loro.

Anche quando il polittico è chiuso c’è molto da ammirare: l’Annunciazione, santi e sibille, nonché i due committenti inginocchiati, il nobile e proprietario terriero Jos Vijd con la moglie Lysbette Borluut, descritti nei minimi particolari.
Il vivido naturalismo e il gusto per il dettaglio sono tra i tratti distintivi dell’intera pala, insieme ai colori luminosi, a una nuova resa del paesaggio e a uno spiccato lirismo.

Salutata da Albrecht Dürer come un’opera “immensamente preziosa e stupendamente bella”, nei secoli il polittico non ha avuto vita facile: ha subito smembramenti e mutilazioni per i motivi più vari, dai nudi “troppo conturbanti” di Adamo ed Eva spostati in sacrestia, al furto nel 1934 di un pannello mai più ritrovato; è stato merce di scambio tra Germania e Belgio dopo la Grande Guerra, poi sequestrato da Hitler e sepolto in una miniera di sale negli anni Quaranta. 

Un’aura di mistero circonda la pala: dall’attribuzione (di Huber van Eyck non sono sopravvissute altre opere) all’originale collocazione di ciascun pannello, fino all’interpretazione di singole parti e aspetti del dipinto su cui gli studiosi non sono concordi.


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