Leonardo da Vinci: Gli strumenti di un genio

Leonardo Da Vinci: Gli strumenti di un genio

DAL 08/12/2018 AL 31/01/2019

Catanzaro

LUOGO: Catanzaro - Piazza Matteotti | Museo Ex Stac

ENTI PROMOTORI:

Rete museale regionale "Asarp", Con il patrocinio dell’assessorato comunale alla Cultura - Comune di Catanzaro

ARTISTI: Michele Sangineto

PROMOTORI: Rete museale regionale "Asarp", Con il patrocinio dell’assessorato comunale alla Cultura - Comune di Catanzaro

COMUNICATO STAMPA:

E' stata inaugurata sabato 8 dicembre alle ore 18 a Catanzaro, nei locali dell’ex Stac, la mostra Leonardo da Vinci: Gli strumenti di un genio, promossa dalla Rete museale regionale "Asarp", in occasione delle celebrazioni ufficiali del cinquecentenario della morte di Leonardo.

Come un tuffo nel Rinascimento in mostra gli strumenti musicali realizzati dal maestro liutaio ebanista Michele Sangineto, creati basandosi sugli antichi bozzetti pensati e disegnati da Leonardo, contenuti nel Codice Atlantico e in quello di Madrid. Veri e propri strumenti perfettamente funzionanti, come l’Organo di Carta, la Lira da braccio, la Viola organista e la Pira a vento continuo.

"E Leonardo portò quello strumento che egli aveva di sua mano fabbricato. D'argento gran parte in forma d'un teschio di cavallo. Cosa bizzarra e nuova acciò che l'armonia fosse di maggior tuba e più sonora di voce. La onde superò tutti i musici che quivi erano concorsi a suonare
".
Così il Vasari parla del successo del genio Leonardo appena arrivato alla corte di Ludovico il Moro. I suoi strumenti musicali scrivono una pagina di rottura nella storia della musica che può esere raccontata in un prima di Leonardo e un dopo.

Come una passeggiata nella storia tra vestiti straordinari, colorati, broccati, sete e soprattutto strumenti musicali per raccontare una pagina di musica legata a quello che viene definito il genio.
Una mostra su Leonardo e su quelli che furono i progetti dei suoi strumenti musicali che poi aprirono la strada alla storia della musica.

"Sì, aprirono la strada a nuovi suoni polifonici, quindi un passaggio epocale dal Medioevo, dagli strumenti monocorde, da una melodia molto meno complessa a una melodia più complessa, quindi polifonica che può evincersi ascoltando appunto questi meravigliosi strumenti leonardeschi".
Il curatore Sergio Basile

Catanzaro la mostra sugli strumenti di Leonardo ha aperto le celebrazioni calabresi dei 500 anni dalla morte del genio. 
Perfettamente funzionanti gli strumenti sono stati realizzati dal maestro liutaio  Michele Sangineto, che con meticolosità maniacale ha ricostruito i progetti leonardeschi. 

"La musica per Leonardo - continua il curatore - era la chiave di accesso al mondo invisibile, un mondo che non si poteva vedere, toccare, ma che esiste. E' un mondo che in Leonardo affascina, non solo i suoi contemporanei, ma anche gli studiosi che poi nei secoloi hanno cercato di carpire il suo segreto. E la musica era la cosa più vicina allo spirito"

Abiti della metà del 500, atmosfere di Corte fiorentina, distanti dalla Calabria, ma poi non così tanto.

"Qui venivano prodotti i migliori damaschi e velluti dell'intera Europa, quindi è logico quasi pensare che chi a Firenze, e non solo a Firenze, vestiva costumi estremamente eleganti, sicuramente avrà utilizzato tessuti provenienti da Catanzaro e non solo" - "L'eleganza è anche rimarcata da un fatto: che nel 400 un conte catanzarese vietò a una certa classe di cittadini di vestire come i nobili. Questo perchè, poichè era molto disponibile il tessuto di alta qualità, in tanti ci si vestiva in modo estremamente elegante".
Giovanni Matarrese - Mirabilia

La mostra toccherà altre città in Calabria, e non solo, ed è destinata soprattutto agli studenti.
"Quello che dico ai ragazzi che vengono, centinaia di scolaresche che hanno affollato questo meraviglioso museo dell'extac di Catanzaro è di ascoltare e di non accontentarsi di guardare le cose, ma di scrutarle, cercare di capire il funzionamento delle cose".
Sergio Basile

Gli strumenti di Leonardo, frutto di studi scientifici, matematici, filosofici. Gli abiti preziosi, sete e broccati, tessuti dai telai catanzaresi. La mostra racconta un pezzo di storia splendida in un'atmosfera magica, sottolineata da sonorità lontane nel tempo l'anima e la testa di chi per mano si lascia condurre fin dentro il cuore della grande Europa.

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